Le motivazioni personali della scelta religiosa, discriminata nel Paese d’origine, non incidono sulla credibilità della narrazione del richiedente protezione

| Varie La Corte di cassazione con l’ordinanza n. 15219/2020 ha affermato un importante principio di diritto: il carattere di laicità dello Stato italiano comporta che la valutazione di merito del giudice ordinario finalizzata ad apprezzare la credibilità della narrazione di chi chiede la protezione internazionale o umanitaria per motivi di discriminazione religiosa non può estendersi fino a sindacare il percorso individuale seguito dal richiedente per arrivare ad abbracciare un determinato credo religioso.

Il danno del marito al quale la moglie ha taciuto che quello che ha creduto suo era, in realtà, un “figlio della colpa”

| Accertamento, riconoscimento e disconoscimento Il Tribunale di Reggio Emilia, con la sentenza n. 558/2020, ha rigettato la domanda di risarcimento proposta dall’ex marito di una donna per il “danno non patrimoniale e di natura endofamiliare” che sosteneva di aver subito per aver scoperto solo dopo la cessazione del matrimonio che il figlio che riteneva esser nato da quest’ultimo era stato, invece, generato da un altro uomo, con il quale la moglie aveva intrattenuto una relazione adulterina.

Le motivazioni personali della scelta religiosa, discriminata nel Paese d’origine, non incidono sulla credibilità della narrazione del richiedente protezione

24 SETTEMBRE 2020 La Corte di cassazione con l’ordinanza n. 15219/2020 ha affermato un importante principio di diritto: il carattere di laicità dello Stato italiano comporta che la valutazione di merito del giudice ordinario finalizzata ad apprezzare la credibilità della narrazione di chi chiede la protezione internazionale o umanitaria per motivi di discriminazione religiosa non può estendersi fino a sindacare il percorso individuale seguito dal richiedente per arrivare ad abbracciare un determinato credo religioso.

Affidamento ai servizi: problematiche, presupposti e necessità della previsione di un termine di durata

24 SETTEMBRE 2020 IL CASO. Nel corso di un procedimento per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, nel quale il Presidente aveva emesso i provvedimenti temporanei ed urgenti affidando in via condivisa le minori ai genitori con collocamento presso la madre, dopo la conferma da parte della Corte, in sede di reclamo, dei richiamati provvedimenti, entrambi i genitori ricorrevano al Tribunale con separati ricorsi.

La sola volontà della madre di prendersi cura dei figli, in mancanza di riscontri, non impedisce la dichiarazione dello stato di adottabilità

24 SETTEMBRE 2020 IL CASO. Con sentenza depositata in data 13.9.2018, la Corte d’appello di Torino riformava la decisione con la quale il giudice di primo grado aveva dichiarato il non luogo a provvedere sulla dichiarazione di adottabilità di un minore e la decadenza dalla responsabilità genitoriale di entrambi i genitori con conseguente nomina del tutore.

Natura giuridica ed efficacia degli atti di trasferimento immobiliare concordati in sede di separazione

24 SETTEMBRE 2020 Con sentenza n. 345 del 19 agosto 2020, la Corte d’Appello di Trieste affronta un tema di particolare rilevanza per le sue conseguenze giuridiche, ovvero quale sia la natura giuridica degli atti di trasferimento immobiliare o di costituzione o trasferimento di altri diritti reali concordati tra coniugi, quale condizione della separazione o del divorzio, al fine di regolamentare i loro rapporti economico/patrimoniali, e la conseguente “tenuta” degli stessi nei confronti dei creditori del cedente.

L’ex moglie disoccupata ha diritto al riconoscimento dell’assegno divorzile?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18681 del 09 settembre 2020, è tornata ad occuparsi del diritto dell’ex coniuge all’assegno divorzile, dei presupposti per la concessione e della sua funzione assistenziale, compensativa e perequativa, richiamandosi all’interpretazione accolta dalla nota sentenza delle Sezioni Unite n. 24 SETTEMBRE 2020

La residenza familiare: quali limiti al diritto di abitazione ed uso del coniuge superstite?

Con la sentenza n.12042/2020, la Corte di cassazione ha ribadito che il diritto di abitazione nella residenza familiare che la legge riserva al coniuge superstite (art. 540, comma secondo, c.c.) viene immediatamente acquisito dal coniuge al momento dell’apertura della successione e può avere ad oggetto soltanto l'immobile concretamente utilizzato prima della morte del de cuius come residenza familiare. 24 SETTEMBRE 2020

Quando cessa l’obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne?

Con l’ordinanza n. 17183/2020, la Cassazione civile ha stabilito il principio per cui i figli maggiorenni, ultimato il percorso formativo di studio, hanno il dovere di ricercare un lavoro che li renda autonomi, anche se non perfettamente conforme alle loro aspirazioni, poiché l’assegno di mantenimento versato dai genitori ha una funzione educativa e non può rappresentare un’assicurazione dalla durata illimitata. 24 SETTEMBRE 2020
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