Donazioni

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 774 c.c. : il beneficiario di ADS - salvo espressa limitazione da parte del Giudice Tutelare - conserva la capacità di donare

30 MAGGIO 2019 IL CASO. Con istanza depositata in data 1.12.2017 un amministratore di sostegno, sorella della beneficiaria, chiedeva al Giudice tutelare del Tribunale di Vercelli di essere autorizzata a compiere, in sostituzione della beneficiaria, una donazione di modico valore in occasione delle nozze della figlia, dichiarando di voler “mettere a riserva” il medesimo importo donato nell’interesse dell’altro figlio.

Cade in comunione l’immobile acquistato dai coniugi col denaro donato dalla madre di uno di essi

14 OTTOBRE 2018 La Cassazione, con ordinanza n.19537/2018, ha respinto il ricorso presentato da un marito separato contro la sentenza della Corte d’appello di Ancona, che aveva confermato quella di primo grado del Tribunale di Ascoli Piceno, con la quale il giudice piceno aveva respinto le domande proposte nei confronti della ex moglie per vedersi riconoscere la proprietà esclusiva dell’immobile oggetto, a suo dire, di donazione indiretta da parte della madre, che gli aveva fornito il denaro necessario all’acquisto.

Divisione ereditaria: onere della ricerca dei beni della massa e non comoda divisibilità di un immobile

05 SETTEMBRE 2018 IL CASO. Nel 2000, una delle due figlie di Tizio, deceduto l’anno prima, conveniva in giudizio, avanti al Tribunale di Patti, il fratello e chiedeva la divisione dei beni caduti nella successione paterna con assegnazione della quota di sua spettanza (pari ai 2/3 dell’asse ereditario, avendole l’altra sorella donato la propria quota), nella quale assumeva doversi ricomprendere un fabbricato non comodamente divisibile, occupato dal fratello stesso.

La convalida di donazione nulla da parte dell’erede

23 MAGGIO 2018 Con l’ordinanza n. 9091/18, depositata il 12 aprile 2018, la Corte di Cassazione ha espresso il principio di diritto secondo cui la convalida di una donazione, attraverso l’esecuzione da parte dell’erede, presuppone l’esistenza dell’atto dispositivo, seppur nullo, nonché, in capo all’erede, la conoscenza della causa di invalidità e la volontà di attribuire efficacia all’atto invalido.

Non è necessaria la prova scritta dell’animus donandi nelle donazioni indirette di denaro in conto corrente

12 MARZO 2018 Con l’ordinanza n. 4682/18, depositata il 28.2.18, la Corte di Cassazione, Sez. II civ., ha espresso il principio di diritto secondo cui nelle donazioni indirette l’animus donandi non deve emergere direttamente dall’atto, ma solo, in via indiretta, dall’esame rigoroso di tutte le circostanze di fatto del singolo caso, nei limiti in cui risultino tempestivamente e irritualmente dedotte e provate in giudizio dalla parte che ne ha interesse.