Separazione e divorzio

Il coniuge infedele e il suo amante non sono civilmente responsabili se non ledono un “diritto costituzionalmente protetto” del consorte (e il datore di lavoro non è tenuto a vigilare sulla fedeltà coniugale dei suoi dipendenti)

18 APRILE 2019 La recente ordinanza n. 6598/2019 della Cassazione civile si segnala all’attenzione perché da una vicenda assai singolare il Giudice di legittimità trae occasione per focalizzare gli aspetti salienti della responsabilità civile da infedeltà coniugale ed inoltre perché con essa questi la prima volta si occupa della “responsabilità dell’amante”.

Nella separazione con minori la nomina di un curatore speciale non è automatica ma dev'essere oggetto di valutazione

04 APRILE 2019 IL CASO. In un procedimento di limitazione/ablazione della responsabilità genitoriale, il Tribunale per i minorenni di Torino, nominato un Curatore speciale dei minori coinvolti, disposta la collocazione dei minori stessi in una comunità socioeducativa insieme alla madre, dichiarava la propria incompetenza a favore del Tribunale ordinario di Torino in ragione della pendenza di procedimento di separazione giudiziale tra i genitori.

La prova della costituzione di una famiglia di fatto fa venir meno il diritto all’assegno divorzile e può essere data con la deposizione di un investigatore privato

04 APRILE 2019 La Cassazione civile, con l’ordinanza n. 406/2019, depositata il 10 gennaio 2019, ha  confermato il principio di diritto, ormai consolidato, introdotto dalla sentenza n. 6855/15, secondo cui la costituzione di una nuova famiglia di fatto da parte dell’ex coniuge debole, comporta l’estinzione, e non già la quiescenza, del diritto all’assegno divorzile, analogamente a quanto previsto dall’art.

Il coniuge superstite non titolare di assegno di mantenimento ha diritto alla pensione di reversibilità

04 APRILE 2019 Con l’ordinanza n. 7464 depositata il 15 marzo 2019, la Sezione lavoro della Corte di Cassazione è intervenuta, ancora una volta, sul tema dei requisiti per ottenere la pensione di reversibilità da parte del coniuge separato, con o senza addebito, ribadendo che la sua fruizione è direttamente collegata allo status di coniuge superstite, senza richiedere alcun ulteriore requisito, quale la titolarità di un assegno alimentare o di mantenimento .

Nello scioglimento della comunione legale non si deve tenere conto del diritto di abitazione della casa familiare al coniuge affidatario per determinarne il valore

21 MARZO 2019 Con la recente sentenza n. 33069/2018, depositata il 20 dicembre, la Suprema Corte ha confermato che “nel giudizio di scioglimento della comunione, il diritto di abitazione conseguente al provvedimento di assegnazione non deve influire in alcun modo sulla determinazione del conguaglio dovuto all’altro coniuge”.

No alla revisione dell'assegno di mantenimento per fatti preesistenti alla separazione (anche se non considerati)

07 MARZO 2019 IL CASO. Con decreto pronunciato all’esito di un procedimento per la modifica delle condizioni stabilite in sede di separazione, la Corte d’appello di Napoli accoglieva la richiesta di riduzione dell’assegno di mantenimento, dovuto alla moglie separata, proposta dal marito di costei, secondo il quale, in sede di separazione, non sarebbero stati sufficientemente compresi, valutati ed apprezzati gli effetti dell’intervenuto fallimento di una società nella quale egli aveva investito le proprie risorse, acquistando obbligazioni per somme rilevanti.

La sospensione della prescrizione tra i coniugi ai sensi dell’art. 2941 c.c. non opera dopo la separazione

07 MARZO 2019 Confermando l’orientamento introdotto con la sentenza n. 7981/2014, la Cassazione con ordinanza n. 32524 del 14 dicembre 2018, pronunciata in causa di opposizione a precetto relativa al mancato versamento dell’adeguamento ISTAT dell’assegno di mantenimento in favore della moglie separata, ha ribadito che  “ …la sospensione della prescrizione tra i coniugi di cui all’art.

Il principio di bigenitorialità non si traduce automaticamente in tempi paritetici

19 FEBBRAIO 2019 È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 31902/2018. IL CASO.  La Corte d’Appello di Roma, in una controversia relativa all’esercizio della genitorialità ed al regime di frequentazione di una minore, accertava l’esistenza di una grave conflittualità e competitività fra i genitori tale da generare una paralisi decisionale anche su scelte importanti, quali quelle relative alla salute ed al percorso scolastico della minore.

Il Tribunale di Nuoro si interroga sulla “convivenza” dei figli con il genitore divorziato e sull’assegno divorzile

06 FEBBRAIO 2019 Il Tribunale di Nuoro, con sentenza n. 424 del 23.8.2018, riassume con un’articolata motivazione diverse questioni da tempo controverse. In particolare quelle relative all’assegnazione della casa familiare in presenza di figli della cui convivenza con uno dei genitori si discute, poi quelle dell’assegno divorzile richiesto dalla moglie nel contesto della domanda di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

È il reddito netto che occorre valutare per l’assegno di divorzio

06 FEBBRAIO 2019 IL CASO. Tizio ha impugnato la sentenza n. 1117/2015 della Corte d’appello di Catania che, in parziale accoglimento del gravame proposto dall’ex moglie Caia, aveva riformato la sentenza di primo grado in punto di assegno di mantenimento, confermando l’assegno a favore dei figli e stabilendo a favore dell’ex coniuge un assegno divorzile di E.

L’incidenza del diritto di abitazione nella determinazione del valore del bene da dividere

24 GENNAIO 2019 Con l’ordinanza n. 33069/2018 la Cassazione civile, uniformandosi ad un precedente orientamento (Cass. 17.09.2001 n.11630 e Cass. 09.09.2016 n.17843), ha riaffermato il principio per cui, in sede di scioglimento della comunione legale, il diritto di abitazione del coniuge assegnatario deve essere escluso dalla determinazione del valore di mercato del bene, qualora l’immobile venga attribuito al coniuge titolare del diritto di godimento, perché diversamente si realizzerebbe un indebito arricchimento a favore del coniuge assegnatario.

La condotta violenta del coniuge è motivo di addebito della separazione (senza necessità di indagine causale)

08 GENNAIO 2019 Lungi dalle tesi più o meno originali che tendono a diluire l’addebito nella separazione o, addirittura, ne auspicano la soppressione, con ordinanza n. 31901 depositata in data 10.12.2018, la Suprema Corte afferma con forza un principio in grado di dare un particolare rigore alla valutazione dell’addebito della separazione e al significato che lo stesso porta con sé, alla luce dei principi di cui all’art.

Il riconoscimento della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio travolge l'assegno di mantenimento attribuito al coniuge dalla sentenza di separazione passata in giudicato

06 NOVEMBRE 2018 di Umberto Roma, Avvocato del Foro di Treviso, Associato di diritto privato nell'Università di Padova   Con l’ordinanza n. 11553 dell’11 maggio 2018, la prima sezione civile della Cassazione ha deciso che la delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario, intervenuta successivamente al passaggio in giudicato della sentenza di separazione, travolge le statuizioni economiche relative al rapporto tra i coniugi in essa previste: "il diritto all’assegno di mantenimento, attribuito dal giudicato di separazione, trova infatti il suo fondamento nella permanenza del vincolo coniugale e nel dovere di assistenza materiale tra coniugi, e, pertanto, venuto meno il vincolo matrimoniale, non possono sopravvivere le statuizioni accessorie dal quale esse dipendono".

Cade in comunione l’immobile acquistato dai coniugi col denaro donato dalla madre di uno di essi

14 OTTOBRE 2018 La Cassazione, con ordinanza n.19537/2018, ha respinto il ricorso presentato da un marito separato contro la sentenza della Corte d’appello di Ancona, che aveva confermato quella di primo grado del Tribunale di Ascoli Piceno, con la quale il giudice piceno aveva respinto le domande proposte nei confronti della ex moglie per vedersi riconoscere la proprietà esclusiva dell’immobile oggetto, a suo dire, di donazione indiretta da parte della madre, che gli aveva fornito il denaro necessario all’acquisto.

La procedura di negoziazione assistita non è utilizzabile quando il divorzio avviene senza previa separazione

27 SETTEMBRE 2018 Due coniugi di nazionalità argentina si sono rivolti al Tribunale di Torino chiedendo che fosse pronunciato il divorzio sulla base di un accordo di negoziazione assistita con il quale, evidenziata la crisi coniugale e l’interruzione della convivenza, dichiaravano di avere individuato soluzioni condivise per l’affidamento della figlia minore, le modalità di visita ed il suo mantenimento.

Il separando ha diritto di accedere alla “documentazione fiscale” del coniuge

27 SETTEMBRE 2018 IL CASO. Tizia, in vista della propria separazione dal marito Caio, aveva presentato all’Agenzia delle Entrate un’istanza ai sensi della legge n. 241/1990, chiedendo l’accesso alla “documentazione fiscale degli anni 2017, 2016 e 2015” del coniuge e motivandola con la “necessità di tutelare i propri interessi – con specifico riguardo al diritto al mantenimento – nei confronti del sig.

Il divorzio-lampo rumeno non è contrario all’ordine pubblico (ma la Cassazione dimostra di ignorare i Regolamenti europei sull’unificazione del diritto internazionale privato)

05 SETTEMBRE 2018 La sentenza della Corte di Cassazione n. 12473 del 21 maggio 2018 ha stabilito che un divorzio-lampo rumeno, pronunciato secondo la lex fori che prevede tempi della procedura di divorzio più brevi di quella italiana, è riconoscibile nel nostro ordinamento e non integra violazione dell’ordine pubblico.

Genitori separati, assegno di mantenimento per i figli e benefici fiscali

05 SETTEMBRE 2018 La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18392/2018, ha riaffermato indirettamente un principio noto, annullando con rinvio la sentenza d’appello sottoposta al suo giudizio. Il caso riguarda un padre che riteneva di avere diritto alle detrazioni fiscali per i figli nella misura del 100% in quanto, in base al provvedimento di separazione, solo a lui (e non anche alla moglie) era stato imposto il versamento dell’assegno di mantenimento.

In presenza di elementi di estraneità (cittadinanza straniera delle parti e residenza all’estero del convenuto) il Giudice deve verificare la propria giurisdizione

20 LUGLIO 2018 IL CASO. Tizia, cittadina albanese residente nel Comune di Agordo (BL), ha adito il Tribunale di Belluno, per chiedere la separazione con addebito dal marito, cittadino albanese anch’esso, l’affidamento esclusivo della figlia minore avuta in costanza di matrimonio, nonché il contributo al mantenimento in favore proprio e della figlia.

Le Sezioni Unite sull’assegno di divorzio: riesumata la solidarietà postconiugale in ossequio a principi costituzionali e dell’Unione Europea

20 LUGLIO 2018 Il clamore mediatico con cui è stata accolta in questi giorni la decisione Cass. SU n° 18287/2018 non può certo stupire. Per quasi trent’anni, e cioè a partire dalla pronuncia delle Sezioni Unite n° 11490/90, la giurisprudenza aveva riconosciuto il diritto del coniuge che non percepisse (e non fosse in grado di percepire) redditi sufficienti a conservargli il tenore di vita goduto durante il matrimonio a ricevere dall’altro un assegno di mantenimento.

I criteri di ripartizione della pensione di reversibilità tra coniuge superstite e coniuge divorziato: storia di un’odissea giudiziaria

05 LUGLIO 2018 L’ordinanza n.11202/2018 della Cassazione civile ha riaffermato il principio, già enunciato nella sentenza n. 4867/2006, per il quale la ripartizione del trattamento di riversibilità, in caso di concorso fra coniuge superstite e coniuge divorziato, deve essere effettuata, oltre che sulla base del criterio della durata del rapporto matrimoniale, anche valutando ulteriori elementi “correttivi” del criterio temporale, tra cui la convivenza prematrimoniale del secondo coniuge.

L’assegno “una tantum” deve essere verificato dal giudice del divorzio e non può essere pattuito al di fuori del processo divorzile

23 MAGGIO 2018 La Cassazione, con ordinanza n. 4764 del 28 febbraio 2018, ha, ancora una volta, affermato che l’assegno ex art. 5, comma 8, legge 898/1970 può essere attribuito solo in sede processuale, nell’ambito del giudizio di divorzio, e con le forme per questo previste, dovendosi, in ogni altro caso, ritenere di essere in presenza di un accordo nullo per la violazione di norme inderogabili, ogniqualvolta non ricorra questo presupposto.

Nel divorzio congiunto la revoca del consenso da parte di uno solo dei coniugi è irrilevante ai fini della decisione

15 MAGGIO 2018 Con ordinanza n. 10463/2018, pronunciata nell’ambito di una procedura di divorzio congiunto, la Cassazione compie un excursus sulle peculiarità procedurali di questo istituto, e ribadisce che la rinuncia formulata da parte di uno solo dei coniugi è inammissibile, poiché alla domanda congiunta possono validamente rinunciare solo entrambe le parti congiuntamente La Corte d’Appello di Roma, con sentenza n.

Infedeltà coniugale e “nuove tecnologie”

20 APRILE 2018 Con l’ordinanza n. 9384, depositata in data 16.4.2018, la Corte di Cassazione, adeguando il suo orientamento alla diffusione degli strumenti tecnologici (anzi alla socialità tecnologica) che caratterizza la nostra società, ha stabilito che integra violazione degli obblighi di fedeltà coniugale, ex art.

Assegno di divorzio: la Corte d’Appello di Venezia prende le distanze dal nuovo orientamento

09 APRILE 2018 A quasi un anno dalla sentenza n° 11504/2017 della Cassazione, l’adesione della giurisprudenza di merito al più recente orientamento interpretativo dell’art 5, comma 6°, Legge divorzio, rimane piuttosto “prudente”; l’individuazione dei requisiti necessari al riconoscimento dell’assegno di divorzio è diventato, anzi, il tema di un dibattito giurisprudenziale molto vivace, cui ha contribuito di recente, la Corte d’Appello di Venezia con la sentenza n° 3334/2017.

Assegno divorzile e nuova convivenza del beneficiario

12 MARZO 2018 LA VICENDA. Nel procedimento instaurato avanti il Tribunale di Brescia per la modifica delle condizioni di divorzio, il soggetto onerato dal versamento dell’assegno divorzile aveva chiesto che venisse accertato il venir meno del diritto all’assegno da parte dell’ex, per effetto della stabile convivenza more uxorio instaurata da quest’ultimo .

Al massimo a 34 anni cessa Il diritto dei figli al mantenimento e alla convivenza

06 MARZO 2018 Con sentenza del 1° febbraio 2018 il Tribunale di Modena, pronunciando su una vicenda molto singolare, ha affrontato due problemi piuttosto ricorrenti:  se ci sia un limite di età oltre il quale il figlio maggiorenne non può pretendere il mantenimento  dai genitori;  se possa sopravvivere al diritto al mantenimento il “diritto alimentare” del figlio non economicamente a coabitare con i genitori.

Rigettata, senza contraddittorio, la richiesta al GI di modifica dei provvedimenti provvisori

22 FEBBRAIO 2018 Rivolgendosi  al Tribunale con ricorso per divorzio, il marito chiede un alleggerimento degli obblighi economici assunti con separazione consensuale a favore della moglie e dei figli. Adduce un deterioramento delle sue condizioni economiche e richiama, per quel che concerne l’assegno a favore della moglie, il nuovo orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte.

Coniuge divorziando, perdita (o riduzione) dell’assegno di mantenimento causata dalla menomazione della capacità lavorativa dell’obbligato e responsabile del danno da incidente stradale

06 FEBBRAIO 2018 Con una sentenza pubblicata l’1.2.2017 il Tribunale di Rimini ha deciso una complessa controversia insorta tra una moglie titolare di un assegno di mantenimento (provvisorio) e il responsabile del danno subito dal marito per un incidente stradale che ne aveva gravemente menomato la capacità lavorativa, e l’assicuratore della r.

Vademecum per la prova dell’infedeltà coniugale

04 DICEMBRE 2017 Per Tribunale di Milano, sez. IX civ., sent. 18.01.2017 (http://mobile.ilcaso.it/sentenze/ultime/16897) i testimoni non possono essere interrogati sulla “relazione extraconiugale”, bensì solo sui fatti storici dai quali possa desumersi la sussistenza di quest’ultima.

I separandi vogliono continuare a convivere? Niente omologa per il Tribunale di Como!

04 DICEMBRE 2017 IL CASO. Una coppia di coniugi aveva adito congiuntamente il Tribunale di Como, chiedendo l’omologazione delle condizioni di separazione contemplate nel ricorso, che concernevano “sostanzialmente (stante la dichiarata autosufficienza economica di entrambi i coniugi, la comproprietà della casa familiare, e la presenza di un figlio maggiorenne, studente) il sostegno economico a quest’ultimo nonché la gestione dell’habitat familiare”.

Non va mantenuto il figlio maggiorenne con contratto a termine e guadagni contenuti

04 DICEMBRE 2017 Tempi duri per i figli maggiorenni, i quali non possono più pretendere di essere mantenuti ad oltranza dai genitori. Infatti, per Cass. civ. n. 13354/2017 il figlio maggiorenne dev’essere considerato autosufficiente se svolge una regolare attività lavorativa, pur con contratto a termine e guadagni contenuti (non già, invece, laddove costui sia titolare di un contratto di apprendistato).

Assegno di divorzio: il Giudice di merito deve disporre indagini di polizia tributaria su eventuali redditi non dichiarati qualora le risultanze istruttorie non siano tali da rendere superfluo tale accertamento

04 DICEMBRE 2017 IL CASO. In appello una moglie si era vista dimezzare l’importo dell’assegno divorzile, dai 500 Euro del primo grado ai 250,00 Euro del secondo. Aveva quindi proposto ricorso per cassazione, lamentando come la Corte d’appello, in violazione dell’art.

Condannato a risarcire il danno il padre che ostacola il rapporto tra il figlio e la moglie separata (che però non è senza colpe, e ne paga le conseguenze)

04 DICEMBRE 2017 Con la sentenza n. 2044/2017 il Tribunale di Cosenza ha deciso sull’“affidamento ed il collocamento” di un minore che, in sede di separazione, era stato collocato presso il padre, ma era stato poi oggetto di un atteggiamento di questi e della sua cerchia familiare di sistematico discredito della madre, diretto “all’annientamento del rapporto” con quest’ultima, ed aveva sviluppato nei suoi riguardi una forma di “alienazione parentale molto grave”, come aveva accertato il consulente d’ufficio.